Categorie catastali: guida completa

Le categorie catastali identificano la destinazione d'uso di ogni unità immobiliare urbana in Italia. Sono fondamentali per il calcolo di IMU, registro, IRPEF e tutte le imposte legate al patrimonio immobiliare.

Quadro normativo

Le categorie catastali sono definite dal DPR 138/1998 e dal DM Mef 5 dicembre 1998, che istituiscono il quadro generale di classificazione. Sono raggruppate in sei gruppi:

  • Gruppo A — Immobili a destinazione abitativa
  • Gruppo B — Immobili a destinazione collettiva
  • Gruppo C — Immobili a destinazione commerciale e pertinenze
  • Gruppo D — Immobili a destinazione speciale (industriali, alberghi, banche)
  • Gruppo E — Immobili a destinazione particolare (stazioni, fari)
  • Gruppo F — Entità urbane senza rendita catastale

Gruppo A — Abitazioni

Il gruppo A comprende 11 categorie (A/1 - A/11):

  • A/1 Abitazioni di tipo signorile (ville di pregio, palazzi storici)
  • A/2 Abitazioni di tipo civile (la più diffusa)
  • A/3 Abitazioni di tipo economico
  • A/4 Abitazioni di tipo popolare
  • A/5 Abitazioni di tipo ultrapopolare (storica, in disuso)
  • A/6 Abitazioni di tipo rurale
  • A/7 Abitazioni in villini
  • A/8 Abitazioni in ville
  • A/9 Castelli, palazzi di pregio storico-artistico
  • A/10 Uffici e studi privati (NB: non abitativo)
  • A/11 Abitazioni tipiche dei luoghi (trulli, sassi, dammusi)

Moltiplicatore IMU: 160 per A/1-A/9 e A/11; 80 per A/10 (uffici). Le categorie A/1, A/8, A/9 sono "di lusso" e non beneficiano dell'esenzione prima casa: si paga l'IMU anche se sono abitazione principale (con detrazione € 200).

Gruppo B — Collettiva

Otto categorie (B/1 - B/8) per immobili a uso collettivo: collegi, scuole, ospedali pubblici, biblioteche, musei. Moltiplicatore IMU: 140.

Gruppo C — Commerciale e pertinenze

Sette categorie:

  • C/1 Negozi e botteghe (moltiplicatore 55)
  • C/2 Magazzini e locali deposito (cantine, soffitte non abitabili)
  • C/3 Laboratori artigiani
  • C/4 Esercizi sportivi senza fine di lucro
  • C/5 Stabilimenti balneari/curativi senza fine di lucro
  • C/6 Stalle, box auto, autorimesse
  • C/7 Tettoie chiuse o aperte

Moltiplicatori: 55 per C/1, 140 per C/2-C/7.

Gruppo D — Speciale

10 categorie per immobili a destinazione speciale: capannoni industriali (D/1), alberghi (D/2), teatri (D/3), ospedali con fine di lucro (D/4), banche e assicurazioni (D/5), centri commerciali (D/8), ecc. Moltiplicatore IMU: 65 (escluso D/5 con 80).

Gruppo E — Particolare

9 categorie per immobili a destinazione particolare: stazioni, fari, chiese aperte al culto, fortificazioni, cimiteri. Generalmente esenti da IMU.

Gruppo F — Senza rendita

7 categorie fittizie per entità urbane senza rendita catastale: aree urbane (F/1), unità collabenti/diroccate (F/2), in costruzione (F/3), in definizione (F/4), lastrici solari (F/5), provvisorie (F/6), reti pubbliche (F/7). Non producono rendita e quindi non sono soggette a IMU (salvo eccezioni per F/2 abitate).

Come si determina la categoria

La categoria è proposta dal tecnico catastale (geometra, architetto, ingegnere) tramite procedura DOCFA (Documenti Catasto Fabbricati) e validata dall'AdE. Considera:

  • Caratteristiche costruttive e di rifinitura
  • Ubicazione e zona
  • Destinazione d'uso effettiva
  • Tipologia architettonica

Cambio di categoria

Per modificare la categoria (es. da A/3 a A/2 dopo ristrutturazione, o da A/2 a A/10 cambio d'uso ad ufficio) occorre presentare una variazione catastale tramite tecnico abilitato. Il costo è di € 100-300 di onorari + diritti catastali.

Verifica della categoria del tuo immobile

Sulla visura catastale (richiedibile gratuitamente sul portale AdE "Consultazione catasto") trovi la categoria, la classe (livello qualitativo all'interno della categoria), la consistenza (vani per A, mq per C/D), la rendita catastale annua.