Scadenze fiscali 2026: il calendario completo per partite IVA

Calendario fiscale 2026 mese per mese per freelance, P.IVA forfettarie e ordinarie. Codici tributo F24, ravvedimento operoso, distinzioni tra regime forfettario e ordinario.

10 min di lettura di Enrico Terzi
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Avere una partita IVA in Italia significa convivere con un calendario fiscale fatto di scadenze ricorrenti. Saltarne una significa pagare sanzioni, anche per ritardi minimi: per questo conviene conoscere le date e gli adempimenti per tempo, non scoprirli all’ultimo.

Questa guida copre il calendario fiscale 2026 per partite IVA, distinguendo tra regime forfettario e ordinario. Le date riportate sono quelle pubblicate dall’Agenzia delle Entrate: possono cambiare per effetto di proroghe ministeriali, quindi verifica sempre la situazione aggiornata.

Le scadenze ricorrenti del giorno 16

Il 16 di ogni mese è la data più importante del calendario fiscale italiano. Cadono in questa data:

  • Versamento IVA mensile (per chi ha optato per il regime mensile o supera la soglia che lo impone): codice tributo 6001 (gennaio), 6002 (febbraio), … 6012 (dicembre).
  • Versamento IVA trimestrale (per chi ha ricavi sotto 500.000 € servizi / 800.000 € beni): codici 6031 (1° trim), 6032 (2°), 6033 (3°). Il 4° trimestre non si versa al 16: si paga insieme al saldo annuale (16 marzo).
  • Ritenute sui dipendenti e sui collaboratori: codice 1001 (lavoro dipendente), 1040 (lavoro autonomo occasionale).
  • Contributi INPS dipendenti del mese precedente.
  • Contributi gestione separata INPS per professionisti (quota datore).

Il regime trimestrale ha una “maggiorazione” dell’1% sull’imposta dovuta, ma in cambio paghi meno frequentemente. Per le micro-partite IVA è quasi sempre più conveniente.

Le scadenze annuali principali

16 marzo: saldo IVA annuale (codice 6099), Certificazione Unica trasmessa all’Agenzia delle Entrate (per chi ha sostituti d’imposta), trasmissione modello 770 (sostituti d’imposta).

31 marzo: ultimo giorno per ricevere la Certificazione Unica dai sostituti d’imposta (datore di lavoro, committenti per ritenute d’acconto).

16 giugno: acconto IMU (per chi ha immobili). Codice 3918 per altri fabbricati, 3914 per terreni, 3939 per aree fabbricabili.

30 giugno: saldo IRPEF/IRES dell’anno precedente (codice 4001) e primo acconto dell’anno corrente (codice 4033 per il 1° acconto; il secondo è a novembre). Per chi presenta il 730 questa scadenza non si applica direttamente: il datore di lavoro effettua i conguagli in busta paga.

31 luglio: scadenza Modello Redditi PF per chi opta per il pagamento differito (con maggiorazione 0,40%).

30 settembre: scadenza ultima per la presentazione del Modello 730 (chi non ha sostituto d’imposta o vuole rimborsi diretti).

31 ottobre: trasmissione telematica del Modello Redditi PF/SP/SC.

30 novembre: secondo acconto IRPEF/IRES (codice 4034). È l’ultima rata grossa dell’anno.

16 dicembre: saldo IMU. Codice 3918 + sigla del Comune.

Regime forfettario: meno scadenze, più semplice

Chi è in regime forfettario (imposta sostitutiva al 5% per startup nei primi 5 anni, 15% per gli altri) ha meno adempimenti:

  • Niente IVA mensile/trimestrale: il forfettario non addebita IVA né la versa allo Stato.
  • Niente IRAP.
  • Niente ritenute d’acconto (sui propri ricavi, salvo casi specifici come gli avvocati).
  • Sì a INPS gestione separata (per chi non è iscritto a una cassa professionale): aliquota ~26,07% sul reddito imponibile, con minimale ~4.291 € e massimale ~120.000 € (per il 2026).
  • Sì a saldo + acconti dell’imposta sostitutiva, alle stesse date di IRPEF (30 giugno, 30 novembre): codici 1792 (saldo), 1793 (1° acconto), 1794 (2° acconto).
  • Sì a IMU/TARI se possiedi immobili.

Il forfettario è il regime più semplice ma ha limiti: 85.000 € di ricavi annui, divieto di compensi superiori a 30.000 € da datore di lavoro (in alcuni casi), no soci di SRL controllanti l’attività. Verificali ogni anno con il tuo commercialista.

Regime ordinario: tutti gli adempimenti

Chi è in regime ordinario (contabilità ordinaria) o semplificato ha la lista completa:

  • IVA mensile o trimestrale (codici 6001-6012 o 6031-6033, saldo a 6099).
  • Ritenute sui dipendenti (1001) e sui collaboratori autonomi (1040).
  • Contributi INPS dipendenti (DM10) e gestione separata (per i propri compensi).
  • IRPEF (per ditte individuali e società di persone) o IRES (per società di capitali): saldo + 2 acconti, codici 4001/4033/4034 per IRPEF, 2003/2001/2002 per IRES.
  • IRAP (codice 3858 saldo).
  • Modello F24 mensile per i sostituti d’imposta.
  • IMU/TARI se hai immobili.

I codici tributo F24 più ricorrenti per partite IVA:

  • 1001: ritenute lavoro dipendente
  • 1040: ritenute lavoro autonomo occasionale (anche prestazioni occasionali)
  • 4001: saldo IRPEF
  • 4033: 1° acconto IRPEF
  • 4034: 2° acconto IRPEF
  • 6001-6012: IVA mensile
  • 6099: saldo IVA annuale
  • 3918: IMU altri fabbricati
  • 8901: sanzioni ravvedimento

Ravvedimento operoso 2026

Se ti accorgi di aver omesso un versamento o di aver pagato meno del dovuto, puoi sanare la posizione con il ravvedimento operoso prima che ti notifichino un avviso. Le sanzioni ridotte vigenti (D.Lgs 87/2024 in vigore dal 1° settembre 2024):

  • Ravvedimento sprint (entro 14 giorni dal termine): 0,08% al giorno di ritardo.
  • Ravvedimento breve (entro 30 giorni): 1,25%.
  • Ravvedimento intermedio (entro 90 giorni): 1,39% (ridotto rispetto al precedente 15%).
  • Ravvedimento lungo (entro 1 anno): 3,125% (ridotto rispetto al 30% standard).
  • Ravvedimento ultra-annuale (oltre 1 anno): 3,571%.

A questi si aggiungono gli interessi legali: per il 2026 il tasso è dell’1,60% annuo, calcolato pro-rata giornaliera dal giorno successivo al termine fino al pagamento.

Codice tributo per le sanzioni da ravvedimento: 8901 (per IRPEF), 8904 (per IVA), variabili per altre imposte. Gli interessi vanno con codice specifico per imposta.

Esempio pratico: se hai dimenticato di versare un’IVA mensile da 1.000 € e te ne accorgi 20 giorni dopo, paghi: 1.000 € (imposta) + 12,50 € (sanzione 1,25%) + ~0,87 € (interessi 1,60% annuo per 20gg) = 1.013,37 € totali.

Strumenti per stare in regola

Calcolatore ravvedimento: dato l’importo non versato e la data della scadenza, calcola sanzione + interessi al giorno in cui pagherai.

Calendario fiscale: vista mensile di tutte le scadenze, esportabile in iCal o Google Calendar.

Codici tributo: cosa sono, dove trovarli, come compilare il modello F24 senza sbagliare.

Calcolatore IRPEF: stima delle imposte sul tuo reddito (utile per pianificare gli acconti).

Quando rivolgersi a un commercialista

Per le micro-partite IVA forfettarie con poche transazioni, può bastare il fai-da-te (con strumenti come questo calendario o software di gestione fiscale). Ma per:

  • Regime ordinario / semplificato (contabilità complessa)
  • Società di capitali (SRL, SRLS, SPA)
  • Dichiarazioni complesse (più redditi, immobili, all’estero)
  • Contenzioso o accertamenti
  • Agevolazioni fiscali specifiche (R&S, beni strumentali, formazione 4.0)

vale la pena un commercialista. Costo medio: 1.500-3.000 €/anno per una micro-partita IVA in regime ordinario, più per società di capitali.

Fonti citate

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