Avere una partita IVA in Italia significa convivere con un calendario fiscale fatto di scadenze ricorrenti. Saltarne una significa pagare sanzioni, anche per ritardi minimi: per questo conviene conoscere le date e gli adempimenti per tempo, non scoprirli all’ultimo.
Questa guida copre il calendario fiscale 2026 per partite IVA, distinguendo tra regime forfettario e ordinario. Le date riportate sono quelle pubblicate dall’Agenzia delle Entrate: possono cambiare per effetto di proroghe ministeriali, quindi verifica sempre la situazione aggiornata.
Le scadenze ricorrenti del giorno 16
Il 16 di ogni mese è la data più importante del calendario fiscale italiano. Cadono in questa data:
- Versamento IVA mensile (per chi ha optato per il regime mensile o supera la soglia che lo impone): codice tributo 6001 (gennaio), 6002 (febbraio), … 6012 (dicembre).
- Versamento IVA trimestrale (per chi ha ricavi sotto 500.000 € servizi / 800.000 € beni): codici 6031 (1° trim), 6032 (2°), 6033 (3°). Il 4° trimestre non si versa al 16: si paga insieme al saldo annuale (16 marzo).
- Ritenute sui dipendenti e sui collaboratori: codice 1001 (lavoro dipendente), 1040 (lavoro autonomo occasionale).
- Contributi INPS dipendenti del mese precedente.
- Contributi gestione separata INPS per professionisti (quota datore).
Il regime trimestrale ha una “maggiorazione” dell’1% sull’imposta dovuta, ma in cambio paghi meno frequentemente. Per le micro-partite IVA è quasi sempre più conveniente.
Le scadenze annuali principali
16 marzo: saldo IVA annuale (codice 6099), Certificazione Unica trasmessa all’Agenzia delle Entrate (per chi ha sostituti d’imposta), trasmissione modello 770 (sostituti d’imposta).
31 marzo: ultimo giorno per ricevere la Certificazione Unica dai sostituti d’imposta (datore di lavoro, committenti per ritenute d’acconto).
16 giugno: acconto IMU (per chi ha immobili). Codice 3918 per altri fabbricati, 3914 per terreni, 3939 per aree fabbricabili.
30 giugno: saldo IRPEF/IRES dell’anno precedente (codice 4001) e primo acconto dell’anno corrente (codice 4033 per il 1° acconto; il secondo è a novembre). Per chi presenta il 730 questa scadenza non si applica direttamente: il datore di lavoro effettua i conguagli in busta paga.
31 luglio: scadenza Modello Redditi PF per chi opta per il pagamento differito (con maggiorazione 0,40%).
30 settembre: scadenza ultima per la presentazione del Modello 730 (chi non ha sostituto d’imposta o vuole rimborsi diretti).
31 ottobre: trasmissione telematica del Modello Redditi PF/SP/SC.
30 novembre: secondo acconto IRPEF/IRES (codice 4034). È l’ultima rata grossa dell’anno.
16 dicembre: saldo IMU. Codice 3918 + sigla del Comune.
Regime forfettario: meno scadenze, più semplice
Chi è in regime forfettario (imposta sostitutiva al 5% per startup nei primi 5 anni, 15% per gli altri) ha meno adempimenti:
- Niente IVA mensile/trimestrale: il forfettario non addebita IVA né la versa allo Stato.
- Niente IRAP.
- Niente ritenute d’acconto (sui propri ricavi, salvo casi specifici come gli avvocati).
- Sì a INPS gestione separata (per chi non è iscritto a una cassa professionale): aliquota ~26,07% sul reddito imponibile, con minimale ~4.291 € e massimale ~120.000 € (per il 2026).
- Sì a saldo + acconti dell’imposta sostitutiva, alle stesse date di IRPEF (30 giugno, 30 novembre): codici 1792 (saldo), 1793 (1° acconto), 1794 (2° acconto).
- Sì a IMU/TARI se possiedi immobili.
Il forfettario è il regime più semplice ma ha limiti: 85.000 € di ricavi annui, divieto di compensi superiori a 30.000 € da datore di lavoro (in alcuni casi), no soci di SRL controllanti l’attività. Verificali ogni anno con il tuo commercialista.
Regime ordinario: tutti gli adempimenti
Chi è in regime ordinario (contabilità ordinaria) o semplificato ha la lista completa:
- IVA mensile o trimestrale (codici 6001-6012 o 6031-6033, saldo a 6099).
- Ritenute sui dipendenti (1001) e sui collaboratori autonomi (1040).
- Contributi INPS dipendenti (DM10) e gestione separata (per i propri compensi).
- IRPEF (per ditte individuali e società di persone) o IRES (per società di capitali): saldo + 2 acconti, codici 4001/4033/4034 per IRPEF, 2003/2001/2002 per IRES.
- IRAP (codice 3858 saldo).
- Modello F24 mensile per i sostituti d’imposta.
- IMU/TARI se hai immobili.
I codici tributo F24 più ricorrenti per partite IVA:
- 1001: ritenute lavoro dipendente
- 1040: ritenute lavoro autonomo occasionale (anche prestazioni occasionali)
- 4001: saldo IRPEF
- 4033: 1° acconto IRPEF
- 4034: 2° acconto IRPEF
- 6001-6012: IVA mensile
- 6099: saldo IVA annuale
- 3918: IMU altri fabbricati
- 8901: sanzioni ravvedimento
Ravvedimento operoso 2026
Se ti accorgi di aver omesso un versamento o di aver pagato meno del dovuto, puoi sanare la posizione con il ravvedimento operoso prima che ti notifichino un avviso. Le sanzioni ridotte vigenti (D.Lgs 87/2024 in vigore dal 1° settembre 2024):
- Ravvedimento sprint (entro 14 giorni dal termine): 0,08% al giorno di ritardo.
- Ravvedimento breve (entro 30 giorni): 1,25%.
- Ravvedimento intermedio (entro 90 giorni): 1,39% (ridotto rispetto al precedente 15%).
- Ravvedimento lungo (entro 1 anno): 3,125% (ridotto rispetto al 30% standard).
- Ravvedimento ultra-annuale (oltre 1 anno): 3,571%.
A questi si aggiungono gli interessi legali: per il 2026 il tasso è dell’1,60% annuo, calcolato pro-rata giornaliera dal giorno successivo al termine fino al pagamento.
Codice tributo per le sanzioni da ravvedimento: 8901 (per IRPEF), 8904 (per IVA), variabili per altre imposte. Gli interessi vanno con codice specifico per imposta.
Esempio pratico: se hai dimenticato di versare un’IVA mensile da 1.000 € e te ne accorgi 20 giorni dopo, paghi: 1.000 € (imposta) + 12,50 € (sanzione 1,25%) + ~0,87 € (interessi 1,60% annuo per 20gg) = 1.013,37 € totali.
Strumenti per stare in regola
Calcolatore ravvedimento: dato l’importo non versato e la data della scadenza, calcola sanzione + interessi al giorno in cui pagherai.
Calendario fiscale: vista mensile di tutte le scadenze, esportabile in iCal o Google Calendar.
Codici tributo: cosa sono, dove trovarli, come compilare il modello F24 senza sbagliare.
Calcolatore IRPEF: stima delle imposte sul tuo reddito (utile per pianificare gli acconti).
Quando rivolgersi a un commercialista
Per le micro-partite IVA forfettarie con poche transazioni, può bastare il fai-da-te (con strumenti come questo calendario o software di gestione fiscale). Ma per:
- Regime ordinario / semplificato (contabilità complessa)
- Società di capitali (SRL, SRLS, SPA)
- Dichiarazioni complesse (più redditi, immobili, all’estero)
- Contenzioso o accertamenti
- Agevolazioni fiscali specifiche (R&S, beni strumentali, formazione 4.0)
vale la pena un commercialista. Costo medio: 1.500-3.000 €/anno per una micro-partita IVA in regime ordinario, più per società di capitali.