In Italia la Pubblica Amministrazione ha l’obbligo di legge di pubblicare online molte informazioni sulla propria attività: bilanci, dirigenti, consulenze, affidamenti, atti. Non è cortesia — è un dovere previsto dal D.Lgs. 33/2013, integrato dal D.Lgs. 97/2016 (FOIA italiano). Questa guida ti spiega cosa devono pubblicare, dove cercarlo, e come fare se non trovi quello che ti serve.
Il D.Lgs. 33/2013 e gli obblighi di pubblicazione
Il D.Lgs. 33/2013 (“Riordino della disciplina riguardante il diritto di accesso civico e gli obblighi di pubblicità, trasparenza e diffusione di informazioni da parte delle pubbliche amministrazioni”) impone a ogni ente pubblico — Comune, Regione, ASL, ministero, agenzia, scuola — di avere sul proprio sito una sezione chiamata “Amministrazione Trasparente”, organizzata secondo una struttura standard.
Cosa deve esserci nella sezione Amministrazione Trasparente:
Disposizioni generali: programmi triennali per la trasparenza e l’integrità, atti generali (statuto, regolamenti), oneri informativi per cittadini e imprese.
Organizzazione: organigramma, articolazione degli uffici, responsabili dei procedimenti, telefono ed email istituzionali.
Consulenti e collaboratori: elenco completo dei contratti di consulenza e collaborazione (oggetto, compenso, durata, soggetto, CV).
Personale: dotazione organica, costo del personale, retribuzioni dei dirigenti (con dati pubblici come stipendio tabellare e indennità).
Bandi di concorso: bandi attivi e archivio.
Performance: piano della performance, premi e benefit.
Enti controllati: società partecipate, fondazioni controllate, con bilanci.
Attività e procedimenti: tipologie di procedimenti amministrativi, tempi medi.
Provvedimenti: provvedimenti amministrativi (delibere, determine), in genere con un ritardo di 5-30 giorni dalla loro adozione.
Bandi di gara e contratti: tutti i bandi pubblicati e i contratti aggiudicati, con CIG, importo, aggiudicatario.
Sovvenzioni, contributi, sussidi: elenco beneficiari di erogazioni economiche dell’amministrazione.
Bilanci: bilancio preventivo e consuntivo, in formato XBRL su BDAP.
Beni immobili e gestione patrimonio: patrimonio dell’ente, canoni di locazione, gestione.
Controlli e rilievi sull’amministrazione: rilievi della Corte dei Conti, OIV (Organismo Indipendente di Valutazione), attività dell’ente di controllo.
Servizi erogati: carta dei servizi, costi medi.
Pagamenti dell’amministrazione: indicatore di tempestività dei pagamenti, ammontare complessivo dei debiti.
Come accedere ad Amministrazione Trasparente
Su qualsiasi sito di un ente pubblico italiano deve esserci un link “Amministrazione Trasparente” in evidenza (di solito nel footer o nel menu principale). Se non lo trovi, il Comune è inadempiente e puoi segnalarlo.
Per un accesso più veloce e organizzato:
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BDAP — Banca Dati Amministrazioni Pubbliche, gestita dalla Ragioneria Generale dello Stato, contiene i bilanci consolidati di tutti gli enti pubblici in formato standardizzato (XBRL).
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ANAC — Anagrafe Unica Stazioni Appaltanti per gli affidamenti e i contratti di tutti gli enti.
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/trasparenza/ su dati-pubblici.it — aggreghiamo i dati di oltre 14.000 enti italiani, navigabili per nome, regione, tipologia, con cross-link alle sentenze della Corte dei Conti che li riguardano.
Cosa NON è obbligatorio pubblicare
Non tutto è pubblico. La PA ha diritto di proteggere:
- Dati personali dei cittadini (privacy GDPR), salvo dati anonimizzati o aggregati.
- Segreti militari, di Stato, industriali (segretazione legittima).
- Procedimenti in corso che potrebbero essere compromessi dalla pubblicazione.
- Trattative commerciali in corso.
- Atti giudiziari in fase non pubblica.
Se chiedi un documento e l’ente lo nega per uno di questi motivi, deve motivare la negazione per iscritto.
Accesso civico e FOIA italiano
Quando i dati che cerchi non sono pubblicati in Amministrazione Trasparente ma dovrebbero esserlo, puoi fare un accesso civico semplice: una semplice richiesta scritta all’ente per chiedere la pubblicazione del dato mancante. L’ente deve rispondere entro 30 giorni.
Quando vuoi accedere a documenti che la legge non obbliga a pubblicare, puoi usare il FOIA italiano (D.Lgs. 97/2016, accesso civico generalizzato): chiedi all’ente di darti accesso a un documento amministrativo, anche se non è classificato come “pubblicabile”. L’ente deve rispondere entro 30 giorni motivando l’eventuale rifiuto.
L’accesso civico è gratuito (salvo costi di riproduzione) e non serve giustificare la richiesta. Funziona così:
- Identifica l’ente e l’ufficio competente.
- Scrivi un’istanza (libera, non serve modulo specifico) indicando: chi sei, qual documento vuoi, in quale formato (cartaceo, digitale).
- Invia per PEC, raccomandata o tramite il modulo online dell’ente.
- L’ente risponde entro 30 giorni: ti dà accesso, motivano un rifiuto, oppure non rispondono (silenzio-rifiuto).
- In caso di rifiuto puoi fare ricorso al Difensore Civico regionale, al TAR o presentare un’istanza al Responsabile per la Trasparenza dell’ente.
Per modelli e prassi, consulta foia.gov.it.
Quando l’ente non è trasparente
Se un ente non pubblica quanto deve in Amministrazione Trasparente, ci sono tre vie:
1. Segnalazione al Responsabile per la Trasparenza dell’ente: ogni ente nomina un responsabile (di norma il segretario comunale o un dirigente). Mandagli una PEC con la segnalazione specifica.
2. Segnalazione ad ANAC: l’Autorità Nazionale Anticorruzione vigila sulla trasparenza. Puoi segnalare violazioni gravi dal portale whistleblowing ANAC.
3. Ricorso al TAR: se hai un interesse legittimo, puoi impugnare il diniego o il silenzio dell’ente.
Cosa fare con questi dati
Come cittadino: controllare come il tuo Comune spende le tasse, quanti consulenti ha, quanto guadagnano i dirigenti, chi ha vinto gli appalti più recenti.
Come giornalista locale: fare inchieste su affidamenti diretti ricorrenti, consulenze a politici locali, sentenze della Corte dei Conti per danno erariale.
Come impresa: capire chi sono i fornitori storici di una PA prima di partecipare a una gara, valutare la solvibilità (tempi di pagamento), vedere la dimensione media degli appalti.
Come studente: il D.Lgs. 33/2013 è uno degli argomenti più rilevanti del diritto amministrativo contemporaneo. Su /leggi/ trovi il testo completo e le modifiche successive.
Limiti pratici
La trasparenza italiana ha fatto enormi progressi dal 2013, ma resta un sistema frammentato. Alcuni problemi reali:
- Qualità disomogenea: piccoli Comuni hanno sezioni Amministrazione Trasparente incomplete o non aggiornate.
- Formati non strutturati: molti dati sono pubblicati in PDF non machine-readable, difficili da analizzare in massa.
- Difficoltà di interrogazione: nessun search cross-ente sulla scala italiana, salvo BDAP per bilanci e ANAC per appalti.
- Tempi di pubblicazione: per molti dati la pubblicazione avviene con ritardo (mesi, talvolta anni).
Su /trasparenza/ cerchiamo di colmare questi gap aggregando, normalizzando e cross-linkando i dati pubblici italiani in un’unica vista.