La spesa della Pubblica Amministrazione italiana è circa 1.100 miliardi di euro all'anno, pari al 54-55% del PIL nazionale. Una cifra enorme, distribuita tra centinaia di funzioni, livelli di governo ed enti. Capire dove vanno questi soldi è il primo passo della cittadinanza informata.
I tre livelli di governo
- Stato e amministrazioni centrali: ~45% (€500 mld) — ministeri, agenzie, scuole, università, enti di ricerca, sicurezza, giustizia, difesa.
- Enti previdenziali: ~30% (€330 mld) — INPS, INAIL, casse professionali. La voce dominante è la previdenza (pensioni).
- Amministrazioni locali: ~25% (€270 mld) — Regioni (sanità prevalentemente), Province, Comuni, Città Metropolitane.
La classificazione COFOG
Lo standard internazionale COFOG (Classification of Functions of Government) divide la spesa pubblica per funzione:
- Servizi generali PA — €185 mld (17%)
- Difesa — €23 mld (2%)
- Ordine pubblico e sicurezza — €33 mld (3%)
- Affari economici — €65 mld (6%)
- Protezione ambientale — €11 mld (1%)
- Abitazioni e servizi territoriali — €9 mld (1%)
- Sanità — €140 mld (13%)
- Attività ricreative, cultura e religione — €8 mld (1%)
- Istruzione — €75 mld (7%)
- Protezione sociale — €460 mld (42%)
Spesa per pensioni
L'Italia spende circa 16% del PIL in pensioni, valore tra i più alti UE. Cause: invecchiamento demografico, generosità storica del sistema retributivo pre-Dini, ingressi anticipati. Le pensioni sono finanziate per ~85% dai contributi dei lavoratori attivi e ~15% da fiscalità generale.
Spesa sanitaria
Circa €140 miliardi all'anno (~6,4% del PIL), prevalentemente gestiti dalle Regioni tramite ASL e aziende ospedaliere. Composizione tipica: ~30% personale, ~40% beni e servizi (farmaci + dispositivi + acquisti), ~25% prestazioni convenzionate, ~5% altri.
Spesa per istruzione
Italia spende ~3,9% del PIL in istruzione, sotto la media UE (4,7%). Il calo è continuo dagli anni '90. Composizione: scuole materne/primarie/medie ~50%, secondaria superiore ~25%, università e ricerca ~25%.
Servizio del debito
Gli interessi passivi sul debito pubblico costano allo Stato italiano €80-90 miliardi all'anno, una delle voci più rilevanti del bilancio statale. Quasi quanto la sanità. Una riduzione dei tassi (o del debito) libererebbe risorse significative per spese produttive.
Confronto europeo (% PIL)
| Paese | Spesa PA / PIL | Pressione fiscale |
|---|---|---|
| 🇫🇷 Francia | 58,3% | 47% |
| 🇮🇹 Italia | 54,5% | 43% |
| 🇩🇪 Germania | 49,7% | 40% |
| 🇪🇸 Spagna | 47,9% | 38% |
| 🇸🇪 Svezia | 49,2% | 43% |
| 🇬🇧 Regno Unito | 45,2% | 34% |
Dati 2023, Eurostat. La differenza tra spesa e pressione fiscale è il deficit (o avanzo).
Evoluzione 2000-2024
La spesa pubblica italiana è passata dal 47% PIL (2000) al 49% (2010), 51% (2015), 54-55% (post-pandemia 2020-2024). L'aumento strutturale è dovuto principalmente alla protezione sociale (pensioni e ammortizzatori sociali) e al servizio del debito.