Le PA italiane spendono ogni anno centinaia di milioni di euro in consulenze esterne: incarichi affidati a professionisti, società o studi non interni all'amministrazione per attività specialistiche temporanee. La normativa italiana è particolarmente restrittiva in materia, per prevenire abusi e clientelismo.
Quando una PA può affidare una consulenza
L'art. 7 c. 6 del D.Lgs 165/2001 stabilisce che le PA possono ricorrere a consulenze esterne solo se:
- L'oggetto della prestazione corrisponde alle competenze attribuite dall'ordinamento
- La prestazione richieda professionalità non rinvenibili all'interno dell'ente
- La prestazione abbia natura temporanea e altamente qualificata
- Siano predeterminati: durata, oggetto, compenso, modalità
- Esista la copertura finanziaria nel bilancio
Tipologie di consulenza
- Consulenze di studio e ricerca: analisi, indagini, studi di fattibilità su temi specifici. Tipiche per riforme amministrative, valutazioni d'impatto, analisi normative.
- Incarichi professionali: prestazioni d'opera intellettuale (art. 2222 c.c.) per attività professionali tipiche (avvocato, ingegnere, architetto, commercialista).
- Collaborazioni coordinate e continuative (Co.Co.Co.): rapporti di collaborazione con coordinamento da parte dell'ente. Limiti più stringenti dopo D.Lgs 81/2015.
- Patrocini legali: difesa in giudizio dell'ente, particolarmente in materia tributaria, lavoro, urbanistica.
Modalità di affidamento
- Procedura comparativa (regola generale): valutazione comparativa di curricula o offerte pervenute in seguito ad avviso pubblicato sul sito dell'ente.
- Affidamento diretto: ammesso solo per importi sotto soglia (€5.000 o €40.000 a seconda dei casi) o per ragioni di particolare urgenza tecnica/specialistica.
- Patrocinio legale: regole specifiche, spesso affidamento a professionisti di fiducia di iscritti ad albi.
Obblighi di pubblicità (D.Lgs 33/2013 art. 15)
Per ogni incarico di consulenza o collaborazione esterna, la PA deve pubblicare entro 15 giorni dal conferimento:
- Estremi dell'atto di conferimento
- Curriculum vitae del consulente
- Compenso lordo
- Tipo di procedura seguita per la selezione
- Dichiarazione del consulente di assenza di conflitti di interesse
Le informazioni vanno pubblicate sulla sezione Amministrazione Trasparente → Consulenti e Collaboratori e devono restare online per almeno 3 anni.
Cosa cercare per valutare una consulenza
- Coerenza oggetto-competenze: la consulenza si occupa di temi del core business dell'ente?
- Compenso congruo: paragonabile a tariffe professionali standard per attività analoghe
- Modalità di affidamento trasparente: gara o motivazione robusta per affidamento diretto
- Continuità sospetta: stesso consulente per più anni → segnale di possibile rapporto di lavoro mascherato
- Output verificabile: la consulenza ha prodotto un documento, una relazione, un risultato concreto?
Segnali di allarme
- Affidamento diretto sopra soglia senza motivazione robusta
- Consulenze ricorrenti allo stesso soggetto, divisi in tranche per stare sotto soglia
- Compensi sproporzionati all'oggetto
- Curriculum del consulente non coerente con materia dell'incarico
- Mancanza di pubblicazione (in violazione art. 15 D.Lgs 33/2013)
Sanzioni
- Mancata pubblicazione: sanzione amministrativa fino a €10.000 ANAC
- Eccesso di consulenze: rilievo Corte dei Conti, danno erariale
- Conflitto interessi: nullità dell'incarico
- Interposizione fittizia di lavoro: trasformazione in lavoro subordinato