Codice Trasparenza e FOIA in Italia

Il quadro normativo italiano sulla trasparenza della Pubblica Amministrazione si è consolidato in due tappe principali: il Codice della Trasparenza (D.Lgs 33/2013) e il FOIA italiano (D.Lgs 97/2016). Insieme stabiliscono il diritto dei cittadini a conoscere come opera la PA.

D.Lgs 33/2013 — Codice della Trasparenza

Approvato il 14 marzo 2013 e successivamente modificato, il Codice della Trasparenza attua l'art. 117 della Costituzione e l'art. 1 della L. 190/2012 (Anticorruzione). Stabilisce l'obbligo per tutte le PA di pubblicare in modo permanente sui propri siti istituzionali una serie di dati, documenti e informazioni in formato standardizzato e gratuito.

Principi cardine

  • Trasparenza totale: la pubblicazione è la regola, la riservatezza l'eccezione
  • Accessibilità: dati in formato aperto, riutilizzabili
  • Tempestività: aggiornamento continuo
  • Comprensibilità: linguaggio chiaro, possibilità di scaricare

Cosa è obbligatoriamente pubblicato

  • Organizzazione (organigramma, telefoni, email, PEC)
  • Titolari di incarichi politici e dirigenziali (CV, retribuzioni)
  • Bandi di concorso e graduatorie
  • Performance dell'ente
  • Bandi di gara e contratti
  • Sovvenzioni e contributi erogati
  • Bilanci preventivi e consuntivi
  • Beni immobili e patrimonio
  • Servizi erogati (carta dei servizi)
  • Pagamenti dell'amministrazione (tempi medi, IBAN)
  • Opere pubbliche
  • Pianificazione territoriale

Sanzioni per inadempimento

  • Responsabilità dirigenziale del Responsabile Trasparenza (RPCT)
  • Sanzioni amministrative pecuniarie ANAC fino a €10.000
  • Inadempimento può rilevare per la valutazione della performance

D.Lgs 97/2016 — FOIA italiano

Il Freedom of Information Act italiano (D.Lgs 97/2016) ha introdotto il diritto dei cittadini di chiedere dati, documenti e informazioni anche non oggetto di pubblicazione obbligatoria, senza dover dimostrare un interesse specifico.

Tipologie di accesso

  1. Accesso documentale (L. 241/1990 art. 22): per chi ha un interesse diretto, concreto e attuale (es. parte di un procedimento amministrativo).
  2. Accesso civico (D.Lgs 33/2013 art. 5 c. 1): per chiedere la pubblicazione di dati che la PA avrebbe dovuto già pubblicare.
  3. Accesso civico generalizzato (D.Lgs 97/2016, art. 5 c. 2): per chiedere qualsiasi dato e documento non coperto da segreto. Non serve motivare la richiesta.

Come fare una richiesta FOIA

  1. Identifica l'amministrazione che detiene il dato (Comune, Ministero, Authority...)
  2. Scrivi una richiesta motivata (per FOIA generalizzato non serve motivazione)
  3. Invia tramite PEC o tramite modulo online dell'ente (sezione Amm. Trasparente → Accesso Civico)
  4. L'ente risponde entro 30 giorni
  5. Eventualmente: ricorso al Difensore Civico regionale o al TAR

Quando la PA può rifiutare

L'accesso civico generalizzato può essere rifiutato per evitare pregiudizi a:

  • Sicurezza nazionale, difesa, ordine pubblico
  • Politica economica e finanziaria dello Stato
  • Indagini su reati e svolgimento procedimenti penali
  • Riservatezza dei dati personali
  • Riservatezza commerciale di terzi
  • Tutela degli interessi industriali e commerciali

L. 190/2012 — Anticorruzione

Il quadro della trasparenza si lega strettamente alla normativa anticorruzione:

  • Piano triennale di prevenzione corruzione (PTPC) obbligatorio
  • Responsabile prevenzione corruzione e trasparenza (RPCT) in ogni ente
  • ANAC come autorità di vigilanza
  • Tutela del whistleblower

Confronto con altri Paesi

Il FOIA italiano è arrivato in ritardo rispetto ad altri Paesi:

  • 🇸🇪 Svezia: 1766 (Costituzione)
  • 🇺🇸 USA: 1966 (Freedom of Information Act)
  • 🇬🇧 Regno Unito: 2000
  • 🇩🇪 Germania: 2005
  • 🇮🇹 Italia: 2016

Il modello italiano è considerato meno aperto di quelli scandinavi e statunitensi, ma rappresenta un significativo passo avanti rispetto al precedente regime di accesso documentale ristretto.

Riferimenti normativi

Risorse utili