Categorie catastali

Le 52 categorie ufficiali in 6 gruppi (A-F). Ogni categoria determina il moltiplicatore IMU e gli usi consentiti.

Gruppo A — Abitazioni

Immobili a destinazione abitativa (A/1 - A/11)

Gruppo B — Collettiva

Immobili a destinazione collettiva (scuole, ospedali, uffici pubblici)

Gruppo C — Commerciale

Immobili commerciali, magazzini, box auto, laboratori

Gruppo D — Speciale

Immobili a destinazione speciale (industriali, alberghi, banche)

Gruppo E — Particolare

Immobili a destinazione particolare (stazioni, fari, chiese)

Gruppo F — Senza rendita

Entità urbane senza rendita catastale (aree, ruderi, costruzioni)

Cos'è la categoria catastale

La categoria catastale identifica la destinazione d'uso di un'unità immobiliare secondo classificazioni stabilite dal DPR 138/1998 e dal DM Mef 5/12/1998. È un dato fondamentale perché determina il moltiplicatore catastale usato per calcolare la base imponibile IMU e l'imposta di registro: 160 per abitazioni A/1-A/9 e A/11, 80 per uffici A/10 e banche D/5, 65 per altri D, 55 per negozi C/1, 140 per gruppo B e C/2-C/7.

Dove si trova la categoria

La categoria catastale è indicata sulla visura catastale richiedibile gratuitamente sul portale dell'Agenzia delle Entrate (servizi catastali su Fisconline/Entratel) e a pagamento presso uffici provinciali AdE. Per le rendite catastali specifiche occorre la visura per soggetto (ai sensi della Legge 296/2006).

Cambio di categoria

Per modificare la categoria catastale (es. da A/3 a A/2 dopo ristrutturazione) occorre presentare una variazione catastale tramite la procedura DOCFA (Documenti Catasto FAbbricati) affidata a un tecnico abilitato (geometra, architetto, ingegnere).